Intervista a Chris “The Wonder” Schoeck

14 Giugno 2020 - Ore 22:38

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“La storia di un Uomo dall’autodistruzione alla rinascita attraverso l’acciaio.” di Giorgio Giannico

Torniamo finalmente ad incontrare qualche buon amico della forza in una delle tante interviste di Grip e Bend Italia che tanto ci piacciono, per ascoltare, apprendere, avvicinarci a personaggi che spesso ci appaiono mitologici e quanto mai distanti da noi.

Oggi ho il piacere di fare conversazione con un uomo che non ama molto essere sotto i riflettori, ma che grazie alla passione per l’Oldtime strongman, mostra la sua forza in pubblico, sfoggiando una potenza insospettabile, sino a divenire il protagonista di un film documentario!

Parliamo di Chris “The Wonder” Schoeck!!!

Questa intervista sarà diversa dalle altre, non sarà una domanda e risposta, ma lascerò Chris libero di raccontare la sua storia, perché abbiamo avuto un lungo scambio di email e preferisco condensare tutto come un racconto.

Vorrei inoltre correggere un errore di un precedente articolo, dovuto ad informazioni erroneamente tradotte, Chris non è un veterano di guerra! Scusate per l’errore!

Eccovi dunque la sua storia:

Il passato…

Comincerò delle basi introduttive di me stesso. Sono nato nel Queens a New York il 20 Dicembre del 1967 e sono stato educato in una scuola Luterana per poi gradualmente arrivare al diploma nel 1991. Sono stato un bambino problematico. I miei problemi sono iniziati molto prima del liceo. Sono stato afflitto da alcune difficoltà di apprendimento piuttosto difficili che hanno davvero impedito il successo accademico. Posso dire d’aver fatto notevoli sforzi per cercare di raddrizzarmi, ma fu inutile, specialmente perché ero dipendente dall’alcol.

 

L’alcol è stato il mio primo obbiettivo sin da quando ero piccolo. Dalla mia prima esperienza con esso, la mia vita cambiò irrevocabilmente.

Questo di per sé non è purtroppo una scusa o una ragione per comportamenti scorretti. Nessuno, nonostante i grandi sforzi, avrebbe potuto cambiare il comportamento: non ero interessato. Stavo per autodistruggermi sino a morire in maniera spiacevole o sino a quando non avrei più potuto farlo fisicamente. Gli adulti avevano tutti buone intenzioni, la società investe grandi risorse per la risoluzione di questo problema.

Mi piaceva leggere… alcuni dei miei libri erano Robinson Crusoe, il Conte di Monte Cristo, l’Isola del Tesoro, La famiglia svizzera Robinson, Il romanzo di Leonardo Da Vinci e, naturalmente, il povero Richards Almanack. Ti immagini? Penseresti che qualcuno con questi interessi avrebbe potuto distinguersi? Nella scuola dovresti interagire con altra gente, per me semplicemente altre persone erano lì. Non ho mai sviluppato relazioni. Mi ha mai creato problemi? Ero sempre da solo, sin da piccolo, mi sono sempre sentito distaccato.

Quando invece morì Andre The Giant, ne rimasi scosso. Non l’ho mai incontrato e non mi interessava il wrestling. Bizzarro!

 

Durante la parte iniziale della mia giovinezza ho nuotato in modo molto aggressivo. Suppongo si possa dire che fosse dovuto al far parte di un attività di squadra. Potrei azzardare che fosse stato tra i 10 e 16 anni. Ho nuotato stile rana per il club locale. Mi allenavo duramente, ma pur essendo in una squadra, mi sentivo solo tra la gente. Mi piaceva essere bravo e mi piaceva allenarmi. Da adulto mi disinteressai agli sport acquatici. Vai a capire!

Dopo la carriera da nuotatore, iniziai con le arti marziali. A questo punto della vita ero ben preso dai cattivi comportamenti. Nonostante questo comportamento, sono riuscito a raggiungere un livello ammirevole di abilità. Ho adorato l’allenamento intenso. Mi ha impedito di cadere completamente a pezzi. L’allenamento rigoroso in una sorta di sport è stato in definitiva una salvezza. Garantito, è diventato il mio strumento per una vita migliore.

Non ero disinteressato a scuola, ma mi mancavano alcune importanti abilità necessarie per il raggiungimento. Non avevo le istruzioni per riuscire nel mondo accademico. Ho spesso scelto libri che richiedevano forti competenze di base. Avevo grandi aspettative che non erano realistiche dato il mio livello di abilità. Avevo dei sogni, ma una disciplina come studente che probabilmente non era all’altezza per poterli realizzarle.

Puoi immaginare quanto questo sia stato frustrante. Non sono mai riuscito a padroneggiare delle competenze di base e quando ci ho provato ha richiesto sempre uno sforzo insolito. Man mano che diventavo adulto molte di quelle abilità di base erano necessarie anche per lavori elementari. Non possedendo queste qualità purtroppo ne ho avuto in regalo lavori ripetitivi. Ho avuto la tenacia di accettare lavori poco interessanti, tuttavia, ho avuto l’acciaio, usando un martello. Il lavoro richiedeva l’uso di un mazza da dieci libbre. Ho afferrato un martello da dodici libbre e l’ho oscillato più forte e più veloce degli altri. Ero determinato a riuscirci con i muscoli della schiena ed un giuramento tra le labbra.

 

La maggior parte dei miei compagni hanno scelto professioni migliori. Io lavavo i piatti ed ero molto frustrato. Questo avvenne dopo aver frequentato il Queens collage nel 1991. Riuscii a laurearmi al Culinary Institute of America nel 1995. Un lavoro come Chef richiedeva capacità organizzative che non sono mai riuscito a sviluppare. Con questo non vuol dire che io sognassi di laurearmi in Legge e vedere il mio nome a Wall Street, ma credo di aver fatto dieci richieste di iscrizione a scuola di Legge, tutte respinte. Fondamentalmente ero un uomo confuso e  frustrato.

A scuola ho trovato poca distinzione, sono sempre stato costretto ad aggregarmi ad attività di gruppo. Nello sport non mi sono mai divertito in gruppo, però mi piaceva allenarmi. Questa era un’area nella quale avrei potuto avere successo, ma l’alcol ha avuto una presa terribile su di me. Mi stavo uccidendo e dopo anni fui messo in contatto con un amico di infanzia che era diventato medico. Era sorpreso di fossi ancora vivo!

Mi chiedi se sono stato una persona che preferiva le scartoffie alla vita d’azione? Non saprei dire. Non ho potuto intraprendere azioni efficaci. Suppongo d’essere stato un potente piroscafo ma senza timone. Tanto fumo, ma nulla di concreto.

 

Ho poi definitivamente smesso di bere nel 1991 ed ho dovuto emergere in un mondo senza avere istruzione. Se cerchi di distinguerti, una solida istruzione è essenziale. Avevo alcune irrefrenabili curiosità, ma senza istruzione superiore di base, restavano solo sogni.

Mi trovai bloccato dopo aver perso quegli anni critici ed ero pieno di rimpianti. Tuttavia a 43 anni ho afferrato il toro per le corna ed ho imparato a sfruttare meglio la mia situazione. Un po’ in ritardo, ma questa è una parte di quello che il piegare acciaio ha fatto per me.

Molte persone hanno trovato la forza per andare avanti, ma il bending mi ha insegnato ad insistere anche quando non riuscivo a trovare la forza.

La svolta…

Come ho detto prima, mi sono perso la scuola e il corretto sviluppo. Forse era il 2007 quando fui coinvolto nel sollevamento Olimpico. Fu un bel salto di anni! Ci caddi dentro come un pesce nell’acqua. Alla fine del 2009 ricevetti un trofeo da un vecchio strongman che presumibilmente avrà avuto 100 anni. Si chiamava Joe Rollino. Joe ero uno strongman della vecchia scuola, aveva le mani che sembravano borse con i pomelli della porta. Ne fui molto colpito e la mia squadra mi informò su chi fosse quell’uomo straordinariamente vitale.

Così comprai chiodi e barre. Non ne sapevo nulla e non combinai niente col bending. A Gennaio 2010, a distanza di mesi dall’incontro con Joe, iniziai il mio viaggio nella Forza. Incontrai un saldatore di NJ, si chiamava Greg Matonick. Un vero uomo vecchio stile! Sfortunatamente, stava subendo gravi problemi cardiaci che lo condussero alla morte diversi anni dopo. Mi porse una barra d’acciaio e io la piegai… mi disse: “ragazzo hai qualcosa di speciale”. Lo disse con tale sincerità. Mai nella mia memoria una persona, con tale talento, mi aveva detto qualcosa di simile.

La presi come una missione e Lui mi consiglio di cercarmi un mentore, suggerendomi un tale Chris Rider della Pennsylvania.

 

Ad ogni modo incontrai Chris, per la prima sessione d’allenamento, mi sembra Febbraio 2010. Era un po’ scioccato perché lo chiamai di punto in bianco, mostrando un forte desiderio di divenire uno Strongman Oldtime. Bene, fissammo un appuntamento. Incontrai Chris una volta ogni cinque settimane circa, per un anno o più. Ogni sessione era più o meno cinque ore. Esercitavamo diverse prove e praticavo con grande diligenza tra le sessioni. Quindi nelle sessioni successive rivedevamo la mia pratica ed aggiungevamo altro al mio allenamento. Come puoi vedere Chris è un gigante, usa la mano destra, mentre io sono mancino, fortemente mancino, ma comunque sono riuscito ad imparare con buona competenza. Quell’adattamento mi ha sorpreso.

 

Tra me e Chris è nata un amicizia. Abbiamo partecipato a molti grandi spettacoli a Coney Island. Gran parte del film lo abbiamo girato proprio a Coney Island, che è un riferimento storico per queste attività. Abbiamo fatto questi spettacoli con l’aiuto di molti altri uomini forti presenti nel nostro film. Mi ha fatto davvero sentire parte della storia. Chris, mi ha incoraggiato e mi ha insegnato a fare cose che non avrei mai creduto che qualcuno potesse fare. Strappare carte da poker? Ferri di cavallo? Strappo mazzi di carte come un noto fumetto grazie alla pratica ed alla sua guida. Lo strappare carte non era qualcosa che pensavo si potesse fare, almeno non con le carte durevoli con rivestimento in plastica.

 

Il lignaggio…

Oh Slim era ed è ancora una leggenda. Lui faceva lever posteriore col martello quando era un ragazzo di diciotto anni credo. Sollevò da terra in leverage un martello da 14 lb (6kg) ad una delle performance di Joseph L. Greenstein ad un mercato in Pennsylvania. The Mighty Atom disse qualcosa tipo: “ti renderà famoso”. Slim è più largo di una vita amico! Tutti lo amano. Lui è un amico ed un mentore per tutti noi. Slim è un uomo potente ed imponente. Una volta era oltre 2 metri, adesso poco meno. Slim attualmente ha detto che è più corto, in quanto le sue ossa si sono stabilizzate un po’.

 

Era davvero una forza ed un uomo potente. A 50 anni nessuno avrebbe litigato con lui. Ha trascorso una carriera ad oscillare una mazza in una cava di granito, bevendo solo brandy e fumando sigari. Era un uomo vero. Aveva una grande fedeltà verso la famiglia e un solido senso di cosa fosse giusto o sbagliato. La sua gentilezza non è senso di debolezza. Arrivò a fare un lever con martello di 32 lb (14,5kg) per una lunghezza di 91 cm! Un record mondiale che si distingue ancora oggi. Si è esibito anche nel nostro film. Da giovane si esibiva al Madison Square Garden. Quella performance fu leggendaria. Si esibì nonostante i polsi rotti!!!

Joseph L Greenstein o alias “The Mighty Atom” ha avuto una forte influenza positiva su tutti gli uomini forti. Molte persone della nostra età non hanno mai avuto la possibilità di incontrarlo, ma la sua eredità ci è stata donata attraverso “The Mighty Atom”, un resoconto della vita insolita di Atom.

 

Era un modello per la forza morale e fisica. Ha avuto esperienze che hanno forgiato un carattere forte e che hanno creato uno spirito indomito. L’autore di questo libro è purtroppo diventato una spina nel fianco della gente che ha creato il nostro film. Ha affermato di avere diritti esclusivi su tutto ciò che riguarda Atom. Legalmente falso, i suoi diritti sono passati con la sua morte. Per noi era un vero eroe della vita. Fu in grado di compiere inimmaginabili gesti da strongman. Alcune delle sue prove sono ancore imbattute, come mordere e spezzare un chiodo. Uno di questi chiodi si trova al museo di York Barbell.

Dennis Rogers era il gran master del nostro gruppo. Fu molto influenzato da Migthy Atom. Dennis invece ha avuto grande influenza nella carriera di Chris Rider. Fu lui a darmi il nome di “Wonder”. Restò di stucco nel vedere la gente incredula sul come un uomo della mia statura potesse fare certe cose. Dennis continua ad essere una fonte di incoraggiamento per me, nonché un amico ed una figura che ha avuto un ruolo importante nel nostro film.

 

Ecco la sequenza: Primo Atom, poi Slim, poi Dennis, poi Chris e poi io. Questo è il lignaggio che abbiamo cercato di rappresentare al meglio durante il film. Il film ha mostrato come questa attività abbia cambiato la mia vita. Ha mostrato come un potente gruppo di uomini abbia cambiato la mia vita. Questa attività, e chi ci ha preso parte, mi ha irrevocabilmente cambiato in meglio. Ed è per questo che sono grato a tutti.

Non dimenticherò mai Greg! Sebbene avessimo avuto incontri limitati, riuscì a creare in me un forte senso positivo. È stato grazie a Greg che ho avuto la fortuna di incontrare Chris Rider. Greg era un brav’uomo, ed era un mentore per molti. Era davvero un incredibile strongman, ed era anche un saldatore di prim’ordine!

Note:
Bending Steel è un documentario intimo che esplora l’arte perduta dello strongman vecchi tempi e la lotta di un uomo per superare i limiti del corpo e della mente.

Diretto da Dave Carrol e scritto da Dave Carrol e Ray Scafuro.

Interpreti Chris Schoeck, Chris Rider, Slim The Hammerman, Dennis Rogers ed altri importanti personaggi della forza oldtime.

 

 

5 based on 3 reviews
  • Ciao GRANDE Nick, condivido parola per parola. Solo quello. Tu sei un altra prova che la genetica è roba da studiosi. Concentrato esplosivo di forza senza limiti.

  • Una storia incredibile e toccante. “L’unico fattore limitante è la mente”, questa è la frase principale del suo film e sono pienamente d’accordo. Certo magari i limiti di una persona di piccola taglia saranno minori di una di grossa taglia e comunque con una migliore genetica, ma questi sono infinitamente più alti di quel che immaginiamo. Come insegna poi che una volta trovata la tua strada, che questa sia piegare l’acciaio o schiacciare patate, avrai il tuo posto nel mondo è davvero una filosofia di vita. Grazie!!

  • Beh, che dire. Una testimonianza davvero notevole. Un regalo. Ho visto il film più e più volte. Profondamente toccato dalla vicenda di questo ragazzo “normale” capace di imprese STRAORDINARIE. Un modello. Parabola positiva di chi è riuscito a farcela, ma non da solo. E’ fondamentale trovare quel qualcuno capace di tirar fuori quella vocina interiore che ci dice”puoi farcela!” e darle un nome, un volto, un’identità.
    Grazie Giò, e se senti ancora Chris, digli che Andrea lo saluta e lo abbraccia di cuore

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