Intervista a Enzo Donadio

12 settembre 2018 - Ore 23:23

Con grande piacere ed onore ospito il mio amico Enzo Donadio tra le pagine del sito di Gripebenditalia, perché oltre ad avere il piacere di farlo, nutro il dovere di condividere con tutti i lettori un esperienza davvero speciale ed unica che il caro Enzo ha compiuto, e che pertanto merita d’essere raccontata.

Bene, dovete sapere che Enzo è reduce da due primati recentissimi! Prima di tutto è stato il primo italiano a farlo, e secondo, è stato l’atleta più anziano a compiere questo gesto! Di cosa parlo direte voi… bene, parlo della mitica impresa del sollevamento delle Dinnie Stones!

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Per chi non conoscesse la storia delle Dinnie Stones, eccovi dei cenni storici:

Le Dinnie Stones sono due massi di granito giganti situati fuori dall’Old Potarch Hotel tra Aboyne e Banchory, nell’Aberdeenshire, in Scozia. Insieme pesano 332,49 kg (733lb). Il “più piccolo” dei due massi pesa 144.5 kg (318.5 lb) e il più grande un massiccio 188 kg (414.5 lb).

Il leggendario strongman scozzese Donald Dinnie (nato a Birse da Aboyne nel 1837, il figlio dello scalpellino, Robert Dinnie). Donald Dinnie è stata la prima superstar sportiva del mondo e ha raggiunto la fama internazionale grazie alle sue imprese in tutto il mondo.

Nel 1830 furono attaccati alle pietre enormi anelli di ferro che potevano fungere da contrappesi per le impalcature durante la manutenzione del Potarch Bridge.

Donald Dinnie nel 1860 prese i due massi e li trasportò entrambi a mani nude attraverso la larghezza del Potarch Bridge – una distanza di quasi 5 metri!

La sfida è rimasta senza risposta per oltre 100 anni fino al 1972, quando l’uomo di Belfast, Jack Shanks, che pesava solo 70kg, sollevò  con successo i massi giganti a mani nude. Tornò l’anno seguente entrò nei libri di storia eseguendo l’impresa di Dinnie e dimostrando al mondo che fosse possibile farlo! Pochi comunque sono riusciti a sollevare le Dinnie Stones negli anni seguenti, confermando comunque che si trattava di un impresa difficile. Trasportarli senza assistenza rimane la sfida più ardua!

 

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Fino ad oggi le Dinnie Stones sono state sempre sollevate e trasportate a distanza da sei uomini:  il padre di Donald, Robert Dinnie (secondo la testimonianza di Donald), lo stesso Donald Dinnie nel 1860, Jack Shanks nel 1973, lo Strongman professionista  Mark Felix nel 2014 e il 6 agosto del 2017 da Mark Haydock di Preston. l’Inghilterra ha aggiunto i loro nomi ai libri di storia delle Dinnie Stones!

Il Potarch Hotel è stato chiuso per ristrutturazione alcuni anni fa intorno al 2013 e le Stones sono state tenuti in carico dal comitato di Aboyne Highland Games. A lavori ultimati le pietre sono ritornate al loro luogo d’origine, dimora storica nel nuovo Potarch Cafe & Restaurant, dove possono essere visti e apprezzati dagli strongman di  tutto il mondo. (fonte thedinniestones.com)

Essendo Gripebenditalia un sito italiano che parla di Grip Sport e Bending, ma anche di Oldtime Strongman, una prova storica, che coinvolge forza da strongman e presa d’acciaio non poteva trovare più appropriata collocazione se non in questo spazio web!

Il 5 Agosto di questo 2018 si è tenuto il secondo raduno in memoria di Donald Dinnie, il Donald Dinnie Day The Gathering II, dove strongman di ogni provenienza si sono cimentati nel sollevamento delle leggendarie pietre. E qui che entra in gioco Enzo Donadio, che all’età di 63 anni vola sino in Scozia per sollevare e trattenere con fermezza le tanto ardue ed ambite pietre!!!

 

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Adesso lascio spazio ad Enzo per raccontarci questa grande esperienza!

  • Enzo, sono diversi anni che ci conosciamo tramite i social e da sempre mi ha stupito la tua forza e dedizione, come se non sentissi il tempo che passa. Raccontaci, la storia della tua passione per i pesi e dell’amore per la forza.

Fin da piccolo ho avuto come esempio di forza mio padre. Era un artigiano Falegname e all’epoca per fare un mobile partiva da un tronco che tagliava tutto a mano e sono stato sempre affascinato dalla forza che aveva sopratutto nelle mani che erano durissime e forti. Poi ci siamo trasferiti a Battipaglia  provincia di Salerno e all’eta’ di 14 anni ho cominciato a giocare a Rugby e l’ho fatto per molti anni dove ho conosciuto il potenziamento muscolare. Da lì in poi mi sono dilettato tra Bodybuilding e sollevamento pesi e fin da subito ho capito l’importanza degli esercizi fondamentali che dovrebbero sempre essere alla base di ogni training serio.

  • Guardando indietro nel tempo, dove credi di aver sbagliato e cosa invece credi sia stato il successo della tua longevità nell’allenamento?

Ho fatto molti sbagli ma ho intuito fin da subito che dovevo concentrarmi sugli esercizi di forza in generale e col tempo ho capito l’importanza della presa che poi mi ha ricompensato anche in questa impresa con le Dinnie Stones.

La mia longevità in questo sport e’ un insieme di tante cose. Mi sono sempre prefissato degli obbiettivi e sono ancora su questa strada e no ho mai pensato all’eta’ che avevo o ad altre cose e ho sempre avuto una preferenza per le cose un po’ difficili da fare e da eseguire. Tutto questo accoppiato con una alimentazione di alimenti vecchia scuola mi ha permesso di realizzare tutto questo e spero di continuare ma usando sempre il cervello.

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Enzo nel momento fatidico, sorreggendo 332,49 kg

  • Quando ha preso forma in te il desiderio di sollevare le Dinnie Stones? E come ti sei preparato per raggiungere il tuo obiettivo?

Ho conosciuto l’evento gia’ molto tempo fa e mi aveva incuriosito. Poi tramite Facebook ho conosciuto Stevie Shanks che e’ il figlio dell’uomo di Belfast  Jack Shanks che e’ stato uno dei primi uomini piu’ leggeri in assoluto a sollevare le Dinnie Stones. Fin da subito avendo una predilezione per le Atlas Stone ed essendomi allenato duramente con esse ho capito che la mia forza di trazione avrebbe avuto le capacita di sollevare quelle due bestie. Ho iniziato prima con dei perni da carico con le misure esatte degli anelli e dell’altezza dal suolo che mi aveva gentilmente fornito Stevie Shanks e poi mi sono procurato due pietre più o meno dello stesso peso. La piu grande 188kg e la pi’ piccola 144 kg con attaccati due anelli che sono diversi uno dall’altro. Poi mi sono allenato molto sulla presa e ho perfezionato la presa a gancio che su degli anelli e’ molto dolorosa ma col tempo e avendo una buona tolleranza al dolore si può migliorare.

  • Raccontaci il giorno dell’evento e descrivici le sensazioni di un momento che credo rimarrà nel tuo cuore per sempre!

E’ una sensazione che è molto difficile da descrivere. Però devo dire che quando mi sono trovato sul posto insieme a tanti atleti che venivano da tante parti del mondo e ovviamente dalla Scozia mi sono trovato a mio agio anche perché mi hanno accolto con tanti abbracci nonostante mi conoscessero solo tramite Facebook. Vi posso garantire che c’erano degli atleti che avevano un peso che si aggirava da un minimo di 100 kg a 140 kg e non sono riusciti a sollevare le Dinnie Stones. Quello però che mi ha dato più soddisfazione non è stato il sollevamento in se ma il fatto di essere stato il più adulto a sollevare le Dinnie Stones e per lo più l’unico Italiano. E’ comunque stata una bellissima esperienza e la consiglio a tutti quelli che vogliono misurarsi con la propria forza essendo questo un grande test fatto in una grande atmosfera storica. In Scozia chiamano questo evento The Ultimate Challenge.

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Da sinistra Enzo con Stevie Shanks, mentre l’ultimo a destra è Jack Shanks,
padre di Stevie che nel 1972 sollevò le Dinnie Stones (nella prima foto a bianco e nero che trovate ad inizio articolo!)

  • Grazie Enzo per la tua disponibilità, personalmente ti auguro ancora tanta salute e anni di intensi allenamenti!

Grazie sopratutto a te che mi hai concesso questa intervista di cui sono molto felice. Buon allenamento anche a te e tanta longevità.

Grazie ancora e spero prima o poi di conoscerci di persona!

Concludo dedicando la mia impresa a mio padre, mia madre, mia sorella e mio fratello che purtroppo non ci sono più e che sarebbero stati felici nel vedermi, anche se sono convinto di averli avuti vicino.

 

Interview with Enzo Donadio (English Version)

With great pleasure and honor I host my friend Enzo Donadio in the pages of the Gripebenditalia website, because in addition to having the pleasure of doing so, I share the duty to share with all readers a very special and unique experience that the dear Enzo has done, and that therefore deserves to be told.

Well, you must know that Enzo is back from two very recent records! First of all, he was the first Italian to do it, and second, he was the oldest athlete to make this gesture! What I’m going to say to you … well, I’m talking about the legendary lifting of the Dinnie Stones!

For those unfamiliar with the history of the Dinnie Stones, here are some historical notes.

The Dinnie Stones are two giant granite boulders located outside the Old Potarch Hotel between Aboyne and Banchory in Aberdeenshire, Scotland. Together they weigh 332.49 kg (733lb). The “smallest” of the two boulders weighs 144.5 kg (318.5 lb) and the largest a massive 188 kg (414.5 lb).

The legendary Scottish strongman Donald Dinnie (born in Birse da Aboyne in 1837, the son of the stonemason, Robert Dinnie). Donald Dinnie was the first sports superstar in the world and has achieved international fame thanks to its companies all over the world.

In 1830, huge iron rings were attached to the stones that could act as counterweights for the scaffolding during the maintenance of the Potarch Bridge.

Donald Dinnie took the two boulders in 1860 and carried them both bare hands across the width of the Potarch Bridge – a distance of almost 5 meters!

The challenge remained unanswered for over 100 years until 1972, when the Belfast man, Jack Shanks, who weighed only 70kg, successfully raised the giant boulders with his bare hands. He returned the following year entered the history books by executing Dinnie’s business and demonstrating to the world that it was possible to do so! Few, however, managed to raise the Dinnie Stones in the following years, however, confirming that it was a difficult undertaking. Transporting them without assistance remains the most difficult challenge!

Until now, the Dinnie Stones have always been raised and transported by six men: Donald’s father, Robert Dinnie (according to Donald’s testimony), Donald Dinnie himself in 1860, Jack Shanks in 1973, the professional Strongman Mark Felix in 2014 and 6 August 2017 by Preston’s Mark Haydock. England has added their names to the history books of the Dinnie Stones!

The Potarch Hotel was closed for renovation a few years ago around 2013 and the Stones were held in charge by the Aboyne Highland Games committee. When the works are finished, the stones have returned to their place of origin, a historic home in the new Potarch Cafe & Restaurant, where they can be seen and appreciated by strongmen from all over the world. (source thedinniestones.com)

Since Gripebenditalia is an Italian site that talks about Grip Sport and Bending, but also about Oldtime Strongman, a historical trial, involving strength from a strongman and a steel grip, could not be more appropriate if not in this web space!

On August 5 of this 2018 was held the second rally in memory of Donald Dinnie, the Donald Dinnie Day The Gathering II, where strongmen of all backgrounds have grappled in lifting the legendary stones. And here comes Enzo Donadio, who at the age of 63 flies to Scotland to raise and hold firmly the hard and coveted stones !!!

Now I leave space to Enzo to tell us about this great experience!

– Enzo, we have known each other through social media and has always amazed me with your strength and dedication, as if I did not feel the passing of time. Tell us, the story of your passion for weight and love for strength.

From an early age I had as an example of my father’s strength. He was a carpenter craftsman and at the time to make a piece of furniture from a trunk that cut everything by hand and I was always fascinated by the strength that had especially in the hands that were hard and strong. Then we moved to Battipaglia province of Salerno and at the age of 14 I started playing Rugby and I did it for many years where I learned about muscle strengthening. From then on I am delighted between Bodybuilding and weightlifting and from the beginning I understood the importance of the basic exercises that should always be the basis of every serious training.

Looking back in time, where do you think you’re wrong and what do you think was the success of your longevity in training?

I made a lot of mistakes but I immediately realized that I had to concentrate on the strength exercises in general and over time I understood the importance of the grip which then rewarded me also in this venture with the Dinnie Stones.

My longevity in this sport is a combination of many things. I have always set goals and are still on this path and no I ever thought about the age I had or other things and I always had a preference for things that were a bit difficult to do and to do. All this coupled with an old school food supply allowed me to achieve all this and I hope to continue but always using the brain.

– When did the desire to lift the Dinnie Stones take shape? And how did you prepare to achieve your goal?

I met the event a long time ago and it intrigued me. Then through Facebook I met Stevie Shanks who is the son of the Belfast man Jack Shanks who was one of the first ever lightest men to lift the Dinnie Stones. Right from the start having a fondness for the Atlas Stone and having trained hard with them I realized that my traction would have the ability to lift those two beasts. I first started with cargo pins with the exact measurements of the rings and the height from the ground that Stevie Shanks had kindly provided me and then I got two stones of about the same weight. The largest 188kg and the smallest 144kg with attached two rings that are different from each other. Then I trained a lot on the grip and I perfected the hook grip that on the rings is very painful but over time and having a good pain tolerance can be improved.

– Tell us about the day of the event and describe the feelings of a moment that I believe will remain in your heart forever!

It is a sensation that is very difficult to describe. But I must say that when I found myself on the spot with many athletes who came from many parts of the world and obviously from Scotland I found myself at ease because they welcomed me with many hugs despite knowing me only through Facebook. I can guarantee you that there were athletes who had a weight ranging from a minimum of 100 kg to 140 kg and could not lift the Dinnie Stones. But what gave me more satisfaction was not the raising itself but the fact that he was the most adult to raise the Dinnie Stones and mostly the only Italian. It ‘still been a wonderful experience and I recommend it to all those who want to measure themselves with their strength being this a great test done in a great historical atmosphere. In Scotland they call this event The Ultimate Challenge.

– Thanks Enzo for your availability, personally I still wish you a lot of health and years of intense training!

Thanks above all to you that you gave me this interview of which I am very happy. Good training for you and a lot of longevity.

Thanks again and I hope sooner or later to meet us in person!

Conclude by dedicating my business to my father, my mother, my sister and my brother who unfortunately are gone and would be happy to see me, even if I am convinced I had them close.

 

 

 

                                                                           Giorgio Giannico

4 based on 3 reviews
  • Grande Enzo e grazie a giorgio per questo pezzo di storia pubblicato si GBI. Enzo hai fatto la storia.

  • Impresa MEMORABILE!!! Fantastico Enzo!
    Queste sono le cose che fanno bene allo sport in generale. Sacrificio, costanza, dedizione. Così si ottengono i risultati. Se ne dovrebbe parlare nelle scuole, mostrare le immagini, raccontare queste storie e farle conoscere ai giovani.
    Grazie Giorgio!

    • Caro Andrea, è proprio così! Sono i veri valori dello sport. Per me è stato davvero un piacere poter intervistare Enzo, un Uomo che ci mette tutto se stesso negli allenamenti e regala motivazione a chi, come noi, sulla strada dei quarant’anni comprende di poter dare ancora tanto! Grande Enzo!

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